News

Novità Sull'apprendistato

Articolo inserito il 27/11/2012

L’Inps ha rilasciato la circolare con cui detta le regole per la gestione previdenziale e contributiva degli apprendisti. Lo sgravio triennale per le aziende minori entra nel “de minimis”. Nuovi codici per identificare i lavoratori.


Il Giusto Iter Per Ottenere Il Bonus

Articolo inserito il 27/11/2012

A meno di otto mesi dal temine della “maggiorazione”
del bonus è necessario ben programmare le azioni da
intraprendere.
Categoria: Irpef
Sottocategoria: Detrazione 36%
A poco meno di otto mesi alla scadenza dei bonus sull’edilizia “maggiorati”, chi ha intenzione di
effettuare dei lavori di ristrutturazione e vuole beneficiare delle detrazioni fiscali, se non lo ha ancora
fatto dovrà muoversi per programmare gli interventi.


Legge Di Stabilità

Articolo inserito il 27/11/2012

Approvata dalla Camera la legge di stabilità e ora è pronta per la discussione al Senato, che ha
subito diverse modifiche rispetto al testo iniziale varato dal Governo. In particolare in merito all'Irpef è
stato eliminato il taglio delle prime due aliquote, e non vi sono più le restrizioni iniziali relative agli
sconti fiscali. Sono infatti saltati gli interventi su franchigia, sul "tetto dei 3.000 euro" e sulla retroattività
delle disposizioni. Con il risparmio derivato dal dietro-front sull'Irpef, viene data una nuova veste al testo
riscrivendo alcune parti che riguardano in modo particolare i consumi, le famiglie e le imprese.


Acconti Di Imposta 2012

Articolo inserito il 23/11/2012

Nel file allegato la circolare riguardante gli acconti di imposta 2012.

Download Allegato: Documento DOC »


Nuovo Regime Dell’iva Per Cassa In Vigore Dal 1° Dicembre 2012

Articolo inserito il 23/11/2012

Con il “Decreto Crescita” (D.L. n. 83/12, all’art. 32-bis), il Legislatore ha introdotto un “nuovo” regime IVA che prevede la liquidazione dell’imposta secondo una contabilità di cassa (c.d. regime “Iva per cassa”).
Il “nuovo” regime si differenzia dal precedente sia per i nuovi requisiti applicativi sia per le logiche di funzionamento che producono nuovi e diversi riflessi sia in capo al cedente-prestatore che all’acquirente-committente.
Un decreto ministeriale (già approvato dal MEF in data 11/10/2012 e pubblicato sul sito del dipartimento delle Finanze, ma in attesa di pubblicazione in G.U.) ha definito i requisiti di accesso e le modalità di attuazione del nuovo regime, mentre si è ancora in attesa di conoscere le modalità di esercizio dell’opzione e della revoca per tale regime che saranno contenute in uno specifico provvedimento direttoriale.
In sostanza, dal prossimo 1° dicembre entrerà in vigore il “nuovo” regime per cassa e, contestualmente, sarà abrogato l’attuale regime introdotto dal D.L. 185/2008, operativo dal 28 aprile 2009.

Soggetti potenzialmente interessati al nuovo regime
La possibilità di optare per la liquidazione dell’IVA secondo il nuovo criterio di cassa interessa i soggetti che nell’anno precedente hanno realizzato ovvero, in caso di inizio dell’attività, prevedono di realizzare un volume d’affari non superiore a 2.000.000 di euro.
Per applicare o revocare il nuovo regime sarà necessario effettuare una specifica opzione, secondo modalità che saranno stabilite con il provvedimento direttoriale di prossima emanazione.
A regime, l’opzione avrà effetto a partire dal 1° gennaio dell’anno in cui è esercitata, ovvero, in caso di inizio dell’attività nel corso dell’anno, dalla data di inizio attività.
Limitatamente all’anno in corso, in quanto primo anno di applicazione del nuovo regime, l’opzione produrrà effetto per le “sole” operazioni effettuate a partire dal 1° dicembre 2012.
In ogni caso, in considerazione degli evidenti impatti contabili ed amministrativi del nuovo regime ed al fine di evitare la convivenza di due diversi regimi di liquidazione dell’Iva nell’arco del medesimo anno solare, si consiglia vivamente di optare, (qualora ritenuto vantaggioso), per il nuovo regime, solo a partire dal 1° gennaio 2013.

Supero della soglia dei 2.000.000 di euro
Qualora il volume d’affari superi nel corso dell’anno la soglia dei 2.000.000 di euro, il soggetto esce automaticamente dal regime dell’Iva per cassa e riprenderà ad applicare le regole ordinarie di liquidazione dell’Iva a partire dal mese successivo a quello in cui la soglia è stata superata. In questo caso, l’Iva relativa alle operazioni attive e passive che è stata “sospesa” in attesa dell’incasso o del pagamento, concorrerà alla liquidazione relativa all’ultimo mese in cui è stato applicato il regime dell’Iva per cassa.

Riflessi in capo al cedente-prestatore
Per i soggetti che optano per il nuovo regime dell’Iva per cassa, l’Iva relativa alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi effettuate nei confronti di operatori soggetti passivi d’imposta, diviene esigibile all’atto del pagamento dei relativi corrispettivi. Al contempo, il diritto alla detrazione dell’Iva relativa agli acquisti effettuati sorge al momento del pagamento dei relativi corrispettivi.
Questo meccanismo di liquidazione dell’Iva è il principale elemento che distingue il nuovo regime da quello attualmente in vigore e introdotto dall’art.7, del D.L. n.185/08 (meccanismo nel quale, invece, nella sospensione della detrazione viene coinvolto anche il soggetto che riceve la fattura).
In altre parole, il nuovo regime interessa unicamente il soggetto passivo Iva che decide di applicarlo.

Limite temporale del differimento dell’esigibilità dell’iva
Si tenga però presente che, decorso un anno dall’effettuazione dell’operazione, l’imposta sulle fatture emesse diviene comunque esigibile a prescindere dall’avvenuto incasso del corrispettivo.
Diversamente, l’iva sulle fatture emesse rimane comunque sospesa anche oltre l’anno se il cliente risulta assoggettato a procedure concorsuali quali: il fallimento, il concordato preventivo, la liquidazione coatta amministrativa o l’ amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi.

Operazioni escluse
In deroga alle regole di funzionamento del nuovo regime vi sono operazioni per le quali non rileva il momento dell’incasso o del pagamento del corrispettivo, in quanto continuano a valere le regole ordinarie che impattano sul momento di effettuazione dell’operazione.
Restano pertanto escluse dal regime per cassa le seguenti operazioni:
Operazioni attive Operazioni Passive
• operazioni effettuate dai soggetti che si avvalgono di regimi speciali;
• operazioni effettuate nei confronti di “privati”;
• operazioni effettuate nei confronti di soggetti che fatturano in reverse charge;
• operazioni ad esigibilità differita (tipicamente, quelle verso Stato ed Enti Pubblici). • acquisti di beni o servizi soggetti a reverse charge nazionale;
• acquisti intracomunitari di beni;
• importazioni;
• estrazioni di beni dai depositi Iva.

Aspetti operativi
I soggetti che optano per il regime in esame sono comunque tenuti ad adempiere agli obblighi previsti dalla legge iva (DPR n. 633/72), quali, ad esempio: l’emissione e registrazione delle fatture, tenuta dei registri Iva, ecc..
Inoltre, sulle fatture emesse dovrà essere riportata la seguente annotazione:

"Iva per cassa ai sensi dell’art.32-bis del D.L. n. 83 del 22.06.2012"

Incassi o pagamenti sia parziali che cumulativi, sconti, compensazioni
Come già accennato, coloro che intendono optare per il nuovo regime dovranno confrontarsi con una inevitabile riorganizzazione delle procedure contabili ed amministrative. In particolare, questo aspetto riguarda i contribuenti che si trovano in regime di contabilità semplificata. Infatti, questi ultimi soggetti, saranno costretti a monitorare (e rilevare) tutti gli incassi e pagamenti riferiti a fatture emesse o ricevute ai fini della liquidazione dell’Iva. In pratica, l’adozione del nuovo regime in commento impone l’impianto di un regime contabile che poco si discosta da quello ordinario.
Anche i soggetti in regime di contabilità ordinaria dovranno riservare la massima attenzione all’aspetto finanziario della contabilità al fine di conoscere esattamente (e tempestivamente) quali fatture sono state incassate e quali pagate. Infatti, anche in questi casi, la nuova liquidazione dell’Iva per cassa, imporrà un aggiornamento quasi “in tempo reale” della contabilità.
Particolarmente delicato è il caso dei pagamenti parziali.
Sul tema sia degli incassi che dei pagamenti parziali (in sostanza, degli acconti) il decreto attuativo stabilisce i seguenti principi:
• a fronte di incassi parziali l’imposta diventa esigibile ed è computata nella liquidazione periodica nella proporzione esistente fra la somma incassata ed il corrispettivo complessivo dell’operazione;
• a fronte di pagamenti parziali il diritto alla detrazione dell’imposta sorge nella proporzione esistente fra la somma pagata ed il corrispettivo complessivo dell’operazione.
Evidentemente, queste ed altre situazioni contabili impatteranno sulle “abitudini” amministrative dei contribuenti, che dovranno “ridisegnare” la loro organizzazione in funzione dell’adozione del nuovo regime di liquidazione. Ad esempio, i soggetti in contabilità semplificata dovranno implementare sistemi di rilevazione degli incassi e dei pagamenti mentre i soggetti già muniti di gestionali contabili dovranno aggiornare i software al fine di poter adempiere correttamente al nuovo regime di liquidazione per cassa.
Ciò non potrà che comportare nuovi costi che non potranno essere non considerati nella fase di valutazione se passare o meno al nuovo regime.


Censimento Istat Delle Imprese, Obbligo Di Invio Entro Il Prossimo 20 Dicembre 2012

Articolo inserito il 23/11/2012

L’Istituto nazionale di statistica ha avviato il 9° Censimento generale dell’industria e dei servizi e Censimento delle istituzioni non profit, inviando a tutte le grandi imprese e a circa 190.000 unità produttive di piccole e medie imprese (selezionate a campione) un questionario di rilevazione delle caratteristiche quantitative delle imprese alla data di riferimento del 31 dicembre 2011. Il termine ultimo per l’effettuazione dell’invio telematico dei questionari compilati è fissato al 20 dicembre 2012.

Per le imprese è sancito l’obbligo di risposta al questionario del 9° Censimento Istat. Le sanzioni amministrative pecuniarie in caso di violazione accertata dagli uffici di statistica facenti parte del Sistema statistico nazionale sono stabilite dal D.Lgs. n. 322/89 nelle seguenti misure:
- da un minimo di €206,58 ad un massimo di €2.065,82 per le imprese individuali e i professionisti individuali;
- da un minimo di €516,46 ad un massimo di €5.164,56 per le società di persone, le società di capitali, le società cooperative, i consorzi di diritto privato, gli enti pubblici economici, le aziende speciali e le aziende pubbliche di servizi.


L’iva Nelle Operazioni Con L’estero: I Chiarimenti Dell’agenzia

Articolo inserito il 23/11/2012

Lo scorso 20 settembre l’Agenzia delle Entrate ha ufficializzato le risposte fornite in occasione del Modulo di aggiornamento professionale (Map) tenutosi il 31 maggio 2012. Tra queste, alcune riguardano ai fini IVA il momento di effettuazione delle prestazioni di servizi scambiate con soggetti passivi non stabiliti in Italia.
Come noto la Comunitaria 2010 è intervenuta nel nostro ordinamento:
- modificando l’art. 6 del decreto IVA in tema di momento di effettuazione dell’operazione: infatti, ai fini dell’individuazione di tale momento (e quindi anche per l’esigibilità dell’Iva) occorre dare rilevanza alla sola ultimazione della prestazione ovvero, se anteriore ad essa, al pagamento anticipato, fino a concorrenza di tale importo;
- modificando l’art. 17 del decreto IVA, al fine di prevedere specifiche regole nell’applicazione del meccanismo dell’inversione contabile per dette operazioni.

In relazione alla difficoltà presente nell’individuazione del momento di effettuazione dell’operazione nel caso di prestazioni di servizi rese da un soggetto passivo non residente ad un soggetto IVA italiano, l’Agenzia, richiamando motivi di certezza e di semplificazione, ritiene che la fattura emessa dal prestatore comunitario non residente possa essere assunta come indice dell’effettuazione dell’operazione. È dunque al momento di ricezione della fattura che va ricondotta l’esigibilità dell’imposta (a cui è collegata la debenza e la detrazione dell’IVA) che deve essere assolta dal committente, a prescindere dall’effettuazione del pagamento.
Risulta di tutta evidenza che la predetta interpretazione possa ritenersi superata, qualora il committente sia in grado di conoscere il momento in cui la prestazione è stata conclusa che, di norma, precede il momento di ricezione della fattura.

Con riferimento alle operazioni che si sono realizzate a cavallo del periodo di applicazione delle nuove disposizioni (17 marzo 2012) l’Agenzia precisa che la nuova regola troverà applicazione per le prestazioni di servizi effettuate a partire dal 17 marzo 2012 e cioè per quelle la cui ultimazione, ovvero - se di carattere periodico o continuativo - la cui maturazione dei corrispettivi intervenga a partire dal 17 marzo 2012; le prestazioni effettuate anteriormente al 17 marzo 2012, invece, continueranno ad essere assoggettate alla previgente regola generale secondo cui le prestazioni si considerano effettuate al momento del pagamento del corrispettivo, ovvero al momento di emissione della fattura.

Infine, considerato che la nuova versione dell’art. 17 del decreto Iva richiama la procedura di integrazione dei documenti prevista per lo scambio intracomunitario di beni (artt. 46 e 47 del D.L. n. 331/93), l’Agenzia precisa che in caso di mancato ricevimento della fattura del fornitore stabilito nella UE entro il mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione, il committente entro il mese seguente è tenuto ad emettere autofattura in unico esemplare, indicando in tale documento anche il numero di partita Iva del prestatore UE ed annotandola negli appositi registri entro il mese di emissione. È evidente che tale adempimento deve essere posto in essere quando il committente ha conoscenza dell’effettuazione della prestazione o quando ha eseguito il pagamento.


Proroga Dichiarazione Imu

Articolo inserito il 23/11/2012

L'art. 13, comma 12-ter del D.L. n. 201 del 2011, prevede che i soggetti passivi devono presentare la dichiarazione IMU entro novanta giorni dalla data in cui il possesso degli immobili ha avuto inizio o sono intervenute variazioni rilevanti ai fini della determinazione dell'imposta. La dichiarazione ha effetto anche per gli anni successivi sempre che non si verifichino modificazioni dei dati ed elementi dichiarati cui consegua un diverso ammontare dell'imposta dovuta.
Per gli immobili per i quali l'obbligo dichiarativo è sorto dal 1° gennaio 2012, è stato previsto che la dichiarazione dovesse essere presentata entro il 1° ottobre 2012, poiché il 30 settembre 2012 cadeva di domenica. Tuttavia viene stabilito che occorre, in ogni caso, garantire al contribuente il rispetto del termine di 90 giorni previsto per la presentazione della dichiarazione. Pertanto, se l'obbligo dichiarativo era sorto, ad esempio, il 31 agosto scorso, il contribuente è tenuto a presentare la dichiarazione IMU entro il 29 novembre 2012.
Lo scorso 28 settembre, con apposito comunicato stampa, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha reso noto che il termine di presentazione della dichiarazione Imu avrebbe subito una proroga, in considerazione dell’assenza del modello dichiarativo e delle relative istruzioni, pertanto, ad oggi, si è in attesa di conoscere quale sarà la scadenza per poter presentare la dichiarazione in esame.
Si evidenzia che nella bozza di decreto legge sugli enti locali esaminata recentemente dal Governo è stata inserita una proroga, al prossimo 30 novembre, per la presentazione della dichiarazione IMU. Parimenti ai Comuni è stato fissato il termine del 31 ottobre per poter ritoccare le aliquote e ridefinire i regolamenti tributari.
La proroga per la presentazione della dichiarazione IMU, qualora dovesse essere confermata nella versione definitiva del decreto legge, comporterà, comunque, la messa a disposizione in tempi brevi delle istruzioni e dei modelli da utilizzare per poter eseguire l’adempimento in oggetto.